domenica, 08 novembre 2009

Cuore schiacciato, chiaroscuro svogliato.
Moderna elegia del cuore.
A curve strette, ans(i)e irrisolte.
Inginocchiati guerriero, è ora.
Sguardo a nord, occhi come orizzonti.
Venti d’Africa, confini stagliati.
Fumi alcolici, nuove attese.


scritto da: Martina1976 alle ore 07:30 | Permalink | commenti - commenti [popup]
categorie: poi sia poesia
lunedì, 02 novembre 2009

Il sole obliquo di questo periodo riporta indietro le persone. Tra quelle foglie che vedo fare mulinello insieme ai pensieri di questo periodo, ci sono i loro visi, i loro sorrisi, i loro echi di voci. E il sole tenue del presente illumina i ricordi.

Il ricordo di me appoggiata ad una spalla all’aeroporto di Linate, lo sguardo perso nel passato che era troppo recente, e il racconto infinito delle vite dei santi. L’unico calmante del cuore in quei momenti di infinita solitudine. Questo ricordo dolcissimo è riaffiorato in questi giorni. Per un momento ho creduto mi mancasse quella spalla. La malinconia bastarda e dolce di quegli attimi, di quei sorrisi, di quelle parole sussurrate e di quella spalla che per anni ho creduto fosse anche un po’ mia. Certo. Poi mi sono detta tante e tante altre cose, di fronte a un silenzio incomprensibile e inespresso. Che mi ha fatto male. E che non sono stata in grado di rompere. Stavolta non ce l’ho fatta. La malinconia fa vedere le cose strane. Distorte. Illuse e opache. Bastarde.

E le domande: perché non ti ho detto che tutto mi sembrava così ridicolo? Ti ho persa un po’. Non ho capito dove stavi andando, perché non ti ho detto che quelle foto mi sembravano ridicole, che tu lo eri? Perché non ti ho detto che certe cose non le capivo?

La risposta c’è. Ma anche quella mi fa male. Perché mi obbliga a mettermi davanti a uno specchio, a sputare, vomitare e, talvolta, mandar giù. E di cose ne ho mandate giù tante, troppe.  E con te non ce l’ho fatta.

Riparto da qui, dalle macerie dei miei fallimenti come donna, come amica, come persona.

Perché i fallimenti devono servire a qualcosa, non a costruirci su le vite. Egli disse.

Poi non ti ho detto mai che volevo andare a un concerto di Tiziano Ferro. Perché sì, io sono umana, maledettamente umana. E anche io sono una, nessuna e centomila. Dietro quella maschera tu non hai mai guardato. Ma io c’ero, durante i mesi in cui nella mia vita è successo di tutto. Durante tutti i mesi in cui tu sfilavi accanto, in vie parallele, che mai più si sono incontrate.


scritto da: Martina1976 alle ore 11:17 | Permalink | commenti (5) - commenti (5) [popup]
categorie: parole, pensieri, ricordi, persone, malinconie, vuoti, novembre
lunedì, 02 novembre 2009

Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo, Poeta, difenditi con ferocia. Il tuo sguardo, ahimè, son cento sguardi che ti hanno guardato tremando.
Alda Merini, Lo sguardo del poeta - Introduzione a Vuoto d'amore -

scritto da: Martina1976 alle ore 00:42 | Permalink | commenti (1) - commenti (1) [popup]
categorie: vuoti, poi sia poesia, parole per te